UNA VITA AL MASSIMO

DATI TECNICI:

Anno: 1993
Paese di Produzione: Usa, Francia
Genere: Azione, Thriller
Regia: Tony Scott
Interpreti principali:
Christian Slater: Clarence Worley
Patricia Arquette: Alabama Whitman
Michael Rapaport: Dick Ritchie
Val Kilmer: Elvis
Bronson Pinchot: Elliot Blitzer
Dennis Hopper: Clifford Worley
Gary Oldman: Drexl Spivey
Brad Pitt: Floyd
Tom Sizemore: Cody Nicholson
Christopher Walken: Vincenzo Coccotti
Saul Rubinek: Lee Donowitz
James Gandolfini: Virgil
Chris Penn: Nicky Dimes
Samuel L. Jackson: Big Don

RECENSIONE (contiene spoiler):

Oltre ad essere uno dei più rinomati registi contemporanei, Quentin Tarantino è, prima di tutto e sopratutto, uno dei migliori sceneggiatori del cinema. “Una vita al massimo”, da lui scritto nel 1987 e diretto da Tony Scott (fratello ingiustamente sottovalutato del più celebre Ridley) nel 1993, lo dimostra pienamente.
true_romance-1La vicenda parte come una commedia romantica che vede protagonisti due giovani, Clarence e Alabama – Christian Slater e Patricia Arquette, entrambi emblema della massima vitalità e spensieratezza -, per poi virare sul film d’azione e sul dramma ma pur sempre mantenendo una certa leggerezza. Dietro quest’atmosfera è già ben visibile la grande cultura cinematografica di Tarantino, con continui rimandi e citazioni ai sottogeneri del cinema orientale e black exploitation Una-vita-al-massimo-streaming-con-Christian-Slater-Patricia-Arquette-Michael-Rapaport-Christopher-Walken-Val-Kilmer-Dennis-Hopper-Gary-Oldman-Brad-Pitt-di-Tony-Scott-22anni 70′ e all’ingenua nostalgia per gli anni 50′ americani. Inoltre l’approccio realistico e veloce ai dialoghi rende lo spettatore decisamente compartecipe della vicenda, la quale di per sé non conta poi molto, essendo puro entertainment. Un intrattenimento dotato però delle sue regole, che lo sceneggiatore stravolge a suo piacimento portandole al livello quotidiano di una storia d’amore tra tavolini di fast food e sogni di fuga americani. Lo spettatore non può così che provare simpatia per i due protagonisti: un semplice commesso di un negozio di fumetti e una adorabile prostituta.
Le cose si metteranno male quando Clarence deciderà di uccidere il protettore della ragazza e i due fuggiranno con un carico di cocaina.
tony-scott-true-romanceL’ambientazione si sposta così dalla fredda Detroit al sole di Los Angeles, generando un tipico intreccio d’azione, con l’entrata in campo di mafiosi siciliani, poliziotti, ricettatori e doppiogiochisti.
Tony Scott è abile nel giostrare senza strafare un cast stellare, che rappresenta tutto ciò che di meglio c’è stato negli anni 90′: con camei di celebrità del calibro di Brad Pitt, Samuel Lee Jackson, Gary Oldman, Val Kilmer, James Gandolfini, Tom Sizemore e Chris Penn, oltre ai caratteristi Bronson Pinchot, Victor Argo, Saul Rubinek, Michael Rapaport e, soprattutto, al contributo essenziale dei mitici Christopher Walken e Dennis Hopper, protagonisti di un memorabile dialogo.
true-romance-shootout (1)Il “mexican standoff” finale, altra caratteristica di Tarantino, non impressiona più di tanto, e si consuma su un festoso tappeto di piume bianche fuoriuscite dai divani crivellati di piombo.
Molto meglio i dialoghi specie nella prima parte del film, interrotti da improvvise esplosioni di violenza, come l’assassinio del pappone all’inizio e il pestaggio subito da Alabama alla fine della pellicola. Sugli eventi raccontati domina ironicamente una beffarda casualità: così, per esempio, i mafiosi prima individuano Clarence perché ha lasciato distrattamente la sua patente sul luogo del delitto, poi, dopo aver pestato inutilmente suo padre, scoprono un biglietto appeso al frigo con le informazioni che desideravano ed anche la valigia piena di cocaina viene trovata dai due ragazzi per puro errore.

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STRADE PERDUTE

DATI TECNICI:

Anno: 1997
Paese di Produzione: Usa, Francia
Genere: thriller, noir
Regia: David Lynch
Interpreti principali:
Bill Pullman: Fred Madison
Patricia Arquette: Renee/Alice
Robert Loggia: Sig. Eddie/ Dick Laurent
Robert Blake: Uomo Misterioso
Balthazar Getty: Pete

RECENSIONE (contiene spoiler):

Precedente al capolavoro “Mulholland Drive”, pur presentando con esso punti in comune – in quanto la storia non è altro che la genesi psicotica della gelosia e del delitto e del sogno come via di fuga per ribaltare eventi già fatalmente compromessi – “Strade perdute” si presenta ancora più visionario e allucinato.
a03Lo capiamo dalla splendida sequenza d’apertura: una strada buia con la segnaletica gialla debolmente illuminata, ci accompagna a velocità folle nella mente di Fred Madison (Bill Pullman), sassofonista che sospetta il tradimento della moglie Renee (Patricia Arquette).
Come sempre capita per i film di Lynch, è difficile riassumerne la trama. Non resta che lasciarsi affascinare dalle immagini rigorose e dalle sequenze oniriche; il mondo di Lynch è l’inconscio segreto in ognuno di noi e le pulsioni sessuali appaiono stilizzate in sequenze degne di memoria, tra amplessi allucinati e snuff movies.
Lost-Highway-david-lynch-11179665-1024-429Sono state date varie interpretazioni all’Uomo Misterioso dalla pelle cadaverica interpretato da Robert Blake. Secondo me, nonostante i modi e i dialoghi bizzarri con cui si manifesta, egli non è altro che la voce della cruda verità che il protagonista tenta di nascondere attraverso il processo psicologico di rimozione su cui si gioca tutto il film e su cui si sviluppa la confusione tra sogno e realtà.
“Non mi piacciono le telecamere, a  me piace ricordare le cose come le ricordo io” afferma Fred. Ed è proprio attraverso delle misteriose videocassette che vengono portate ogni mattina di fronte la casa dei coniugi che veniamo lentamente a contatto con il tremendo crimine commesso da Fred.
Nel buio della notte i corridoi del grazioso e moderno appartamento in cui vivono i due si aprono ad uno spazio d’angoscia tremenda, a fronte della quale Fred si guarda allo specchio in silenzio e Renee esita come sospesa.
Chi di noi non ha mai provato almeno per un istante nella propria vita un tale sentimento profondo di angoscia che si insinua fin dentro ai nostri appartamenti e nelle relazioni famigliari o di coppia?
losthighwaylistSolo con l’apparizione improvvisa a metà film dell’alter ego di Fred, Pete (Baltazhar Getty) riusciamo provvisoriamente ad uscire da questa spirale di follia.
Anche se siamo già nella dimensione del sogno.
Ci pensano poi il boss Dick Laurent (Robert Loggia) e la stessa Patricia Arquette sdoppiata nel ruolo di Alice – alter ego di Renee – a trascinare Pete in un vortice di perversioni e di delitti e a far catapultare lo spettatore nuovamente nello sgomento.
Fino all’apparizione finale di Fred, in un circuito che si chiude sorprendentemente ad incastro ricollegandoci all’inizio del film.
Se il tema principale in Lynch altrove era quello dell’identità, in “Strade perdute” a predominare è soprattutto un sentimento di angoscia che pare proseguire nella mente del protagonista fino alla fine, anche oltre i titoli di coda, sulla stessa macchina dell’autostrada perduta lanciata ormai verso la follia oltre ogni confine.

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