IL MARATONETA

DATI TECNICI:

Anno: 1976
Paese di Produzione: Usa
Genere: Thriller, Spionaggio
Regia: John Schlesinger
Interpreti principali:
Dustin Hoffman: Babe
Laurence Olivier: Christian Szell
Roy Scheider: Doc
Marthe Keller: Elsa

RECENSIONE (contiene spoiler):

La parte migliore del film è sicuramente quella iniziale, dove la storia non è ancora delineata e siamo così introdotti in un clima di suspence, quasi come un film di spionaggio, con tutti gli ingredienti tipici dei thriller anni 70:  efferati omicidi, pedinamenti, cenni storici, la bella donna spia, decadenti città europee.
In questa fase ci vengono presentati parallelamente i due personaggi: Roy Scheider (il cacciatore di nazisti doppiogiochista Doc) e Dustin Hoffman (il timido fratello, studente universitario ossessionato dal suicidio del padre, che scarica tutti i suoi complessi mentali nell’hobby della corsa).
Ad un certo punto però accade un imprevisto: il medico nazista Christian Selz, interpretato da un memorabile Laurence Olivier (con lo sguardo del cattivo, ma anche di chi sa di avere tra le
mani il potere di decidere della sorte di altri) arriva a New York per recuperare i suoi diamanti, Doc lo segue da Parigi alla Grande Mela coinvolgendo inevitabilmente il fratello in questa storia.
Da qui in poi la storia perde un po’ di fascino, diventando un thriller e presentando situazioni inverosimili. Tutto è però affidato a Dustin Hoffman, che diventa il vero protagonista a questo punto del film, e grazie alla sua recitazione nervosa e verosimile riesce a coinvolgere lo spettatore. Il personaggio da lui interpretato, Babe, viene rapito da Selz che lo tortura usando strumenti da dentista, e questa è di certo la scena più celebre del film.
8682_1Poi la fuga di Babe, dove lo studente potrà mettere in evidenza le sue qualità di corridore salvandosi la pelle, e la sua vendetta finale, dove il topo che fugge si trasforma nel gatto.
In definitiva, il film è discreto ed affidato a due bravi protagonisti, la regia è sobria ma a ritmo serrato, e resta nella memoria anche la scena finale, dove il vecchio nazista si aggira in un quartiere ebraico nel tentativo di sapere il valore di mercato dei propri diamanti; qui viene riconosciuto da due sopravvissuti ai campi di sterminio, ma riesce a fuggire tra una folla che sembra quasi distante dalla memoria terribile di quegli eventi passati.

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