PLATOON

DATI TECNICI:

Anno: 1986
Paese di Produzione: Usa
Genere: Guerra
Regia: Oliver Stone
Interpreti principali:
Willem Dafoe: Sergente Elias
Charlie Sheen: Soldato Chris Taylor
Tom Berenger: Sergente Burns
Kevin Dillon: Soldato Bunny
Forest Whitaker: Soldato Big Harold
Johnny Deep: Soldato Lerner


RECENSIONE (contiene spoiler):

Hollywood ci ha mostrato la guerra del Vietnam da differenti punti di vista; il film di Stone si concentra soprattutto sulle scene di vita quotidiana di questo gruppo di soldati – un plotone per l’appunto – seguendoli passo dopo passo nella giungla e nelle operazioni belliche.
PLATOON1La scenografia è molto bella e realistica: zanzare, napalm, campi di riso e foreste. Gli interpreti sono eccezionali, soprattutto i soldati semplici, tra cui spiccano parecchi futuri talenti agli esordi.
E l’occhio di Stone si sofferma proprio su questi uomini, persone di povera estrazione sociale che vengono mandate allo sbaraglio in guerra. Il regista pare interessarsi maggiormente sulla prospettiva sociologica analizzando i gruppi e le fazioni che si creano all’interno del plotone, come quello dei neri che all’interno della giungla non sono più diversi e ghettizzati come negli States, i bizzarri soldati hippies capitanati dal Sergente Elias che nel tempo libero fumano marijuana e la vita spartana e semplice dei più duri che preferiscono invece giocare a carte.
platoon-15Ovviamente, non mancano le classiche lettere dal fronte e gli orrori della guerra, che si concentrano soprattutto nella scena molto drammatica del massacro di un villaggio di civili.
Fin qui tutto bene: il film perde veridicità in quello che è il suo aspetto forse centrale, quello più romanzato, ovvero lo scontro tra i due sergenti,  Elias (un sorridente ed eroico Willem Dafoe, molto simile al Cristo che aveva egli stesso interpretato per Scorsese) e Barnes (Tom Berenger, faccia tagliata da cicatrici, un incrocio tra Rambo e Kurtz di “Apocalypse Now”, molto bravo nella recitazione ma tutto sommato poco credibile come personaggio”).
platoonBarnes3E’ la classica idea americana della lotta tra il bene e il male e nel caso specifico tra l’americano buono e quello cattivo, che indebolisce il film pur essendone il suo impianto. Senza parlare poi del mediocre Charlie Sheen, il classico bravo ragazzo idealista catapultato in Vietnam, protagonista debole di questo racconto corale molto bello, tanto da costringerci a tifare per il cattivo Barnes.
Insomma, non un capolavoro indimenticabile, però Stone non scende mai completamente nella retorica, alcune scene sono memorabili e l’aspetto più interessante di “Platoon” , pur essendo un film di fantasia, è forse quello autobiografico. Infatti, il regista stesso ha vissuto queste identiche esperienze, instillando in tal modo una sincera passione nella sua opera, essendo Stone un reduce decorato dal Vietnam.

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