LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI

DATI TECNICI:

Anno: 1968
Paese di Produzione: Usa
Genere: Horror
Regia: George A. Romero
Interpreti principali:
Duane Jones: Ben
Judith O’Dea: Barbara
Karl Hardman: Harry Cooper
Marilyn Eastman: Helen Cooper

RECENSIONE (contiene spoiler):

“La notte dei morti viventi” è il capostipite del moderno film horror, sia per quanto riguarda i contenuti, sia esso inteso come prodotto da consumare sul mercato. Infatti dall’anno della sua uscita – 1968 – ai numerosi horror che vengono presentati ogni anno, pare talvolta che siano stati compiuti pochi passi in avanti dal punto di vista qualitativo. E’ per questa ragione che dal classico di George A. Romero non si può prescindere e il film è più che mai attuale malgrado il suo bianco e nero.
dead1La storia presenta già la struttura e i cliché che diverranno tipici con il tempo: da un lato c’è un gruppo variegato di personaggi qualunque, mediocri e senza alcun appeal, e dall’altro una pericolosa e sconosciuta ma altrettanto impersonale minaccia esterna (che siano zombies o altro, poco importa ai fini della storia, l’importante è che siano cattivi e facciano paura).
In seguito allo spaesamento iniziale, segue una situazione di stasi: nel film di Romero il gruppo di sopravvissuti si ritrova prigioniero all’interno di un’abitazione di campagna; le differenti personalità si scontrano e atti di solidarietà si alternano agli inevitabili conflitti tra i vari personaggi.
05Mentre la prima parte del film – con l’assalto degli zombies al cimitero e la fuga della ragazza nella casa – è perlomeno interessante, i dissidi che nascono tra i personaggi appaiono forzati; demerito della sceneggiatura, ma anche la regia da metà storia in poi ci regala ben poche sorprese. Alla povertà di mezzi scenici (come detto, gran parte della storia è ambientata all’interno di una casa) e di budget (attori sconosciuti) sopperisce la qualità degli effetti speciali che all’epoca fu disturbante e resta tutt’oggi molto buona, con l’aggiunta di una lunga sequenza splatter dove la cinepresa indugia sul “banchetto” degli zombies.
zombie-18-Ma l’aspetto decisamente più interessante del film è tanto poco horror quanto politico – lo zombie incarna il nemico comunista in epoca di guerra fredda? oppure il dramma del vietnam? – e fantapolitico, perché i protagonisti tentano di apprendere le ragioni della minacciosa epidemia, ma le strategie governative e le informazioni restano evasive, contraddittorie e danno adito ai presupposti per un controllo totale della popolazione. Il limite di ciò è che le lunghe scene ritraenti i servizi televisivi e radiofonici a cui i superstiti assistono impotenti, alla lunga sono parecchio noiose. A nulla vale anche un tentativo di fuga finito male per aumentare il ritmo; occorrerà attendere l’assalto finale degli zombies perchè la tensione si possa alzare nuovamente. Le conseguenti trasformazioni delle vittime sfoceranno in un’orgia di morte in grado di dissolvere anche i legami famigliari più stretti: moglie-marito, fratello- sorella, fino a giungere al matricidio, anche le strutture basilari crollano, il caos è totale e primordiale.
nightofthelivingdeadLa scena finale, crudamente sardonica, lascia nello spettatore un inaspettato sentimento di grande amarezza evidenziato dai fotomontaggi realistici con cui si chiude il film; è il colpo di scena di una sceneggiatura un po’ fiacca, l’idea geniale che vale la visione dell’opera, nonché un ultimo chiaro riferimento politico. Grazie al finale nichilista è chiaro che l’horror di Romero non intende trasmettere tanto suspence e paura quanto una nuova e sottile inquietudine, in grado di raccontare al meglio le nuove ansie dell’epoca contemporanea.
“La notte dei morti viventi” ha tutti i suoi limiti, ma è sicuramente coraggioso, a partire anche dalla scelta dell’unico protagonista positivo della storia, il nero interpretato da Duane Jones, scritturato unicamente in base ai propri meriti e non allo scopo apposito di interpretare un uomo di colore, come era avvenuto fino ad allora nel cinema americano.

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THE BLACK DAHLIA

DATI TECNICI:

Anno: 2006
Paese di Produzione: Usa, Germania
Genere: Thriller, Drammatico
Regia: Brian De Palma
Interpreti Principali:
Josh Hartnett: Dwight Bleichert
Aaron Ekcart: Lee Blanchard
Scarlett Johansonn: Kay Lake
Hilary Swank: Madaleine Linscott
Mia Kirshner: Elizabeth Short
Fiona Shaw: Ramona Linscott

RECENSIONE (contiene spoiler):

Dall’omonimo romanzo di James Ellroy, De Palma ricostruisce fedelmente la storia di due poliziotti nella Los Angeles degli anni 40′, ispirata dal romanziere al celebre e irrisolto caso reale di cronaca nera riguardo l’omicidio di Elizabeth Short, trovata brutalmente fatta a pezzi in un campo.
black-dahlia-6Brian De Palma in seguito ai capolavori degli anni 80’ci ha abituato a risultati minori, eppure il regista ha il merito di avere esplorato generi diversi tra loro, lasciando tuttavia sempre la propria impronta personale, attraverso il suo stile peculiare.
In questa pellicola De Palma sale in cattedra molto lentamente, possiamo godere del suo marchio di fabbrica soltanto a metà del film, nella scena dell’attentato ad uno dei due poliziotti: ombre 2006_the_black_dahlia_007che appaiono e si dileguano, scale a chiocciola e alta tensione.
Si tratta soltanto di episodi isolati, all’interno di una storia che si fa avvincente molto lentamente, anche se dotati di una certa inventiva. Per esempio, nel mezzo di una scena d’azione, la cinepresa di De Palma stacca improvvisamente salendo lentamente sopra il tetto della casa vicino a cui avviene la sparatoria, mostrandoci una donna che si mette a correre dopo aver ritrovato il cadavere di Elizabeth Short. Attraverso un solo movimento il regista riesce a mostrarci due azioni all’interno di un unico campo visivo, e al tempo stesso in quella che sembrava una banale storia di poliziotti entra in gioco il caso di cronaca nera.
20092.0.570.359La vita dei due agenti di polizia verrà infatti sconvolta dalla brutalità di questo delitto e lo squallore della vicenda, evidenziata prima su nastro dai provini cinematografici a cui la giovane vittima si prestava, e successivamente nell’oscuro finale attraverso un buon montaggio alternato.
Tra i due poliziotti, Josh Hartnett si impegna con buoni risultati nel tratteggiare Dwight Bleichert, diviso tra due donne e tradito da un’amicizia, mentre Aaron Eckhart è forse troppo sopra le righe nella parte dell’irascibile Lee Blanchard, e uscirà di scena molto presto ricomparendo solamente in seguito attraverso alcuni flashback.
Film Title: The Black Dahlia.L’atmosfera, grazie anche alla scenografia e ai costumi, è tipicamente noir, e in una storia del genere non poteva di certo mancare la presenza di due femmes fatales: Scarlett Johansonn nei panni di Kay Lake, ex prostituta moglie del poliziotto e soprattutto Hilary Swank, sorprendentemente perversa nel ruolo di Madeleine Scott, la sosia di Elizabeth Short.
La trama ha un bell’intreccio che viene svelato nel finale, ripagando lo spettatore per la pazienza e, all’interno di una storia così drammatica e passionale, presenta anche un momento di humor nero nella cena presso i ricchi e demenziali parenti di Madeleine Linscott.

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