Pubblicato il

IDIOTI

DATI TECNICI:

Anno: 1998
Paese di Produzione: Danimarca
Genere: Drammatico
Regia: Lars Von Trier
Interpreti principali:
Jens Albinus: Stoffer
Anne Grete Bjarup Ris: Katrin
Bodil Jorgensen: Karen
Knud Romer Jorgensen: Axel
Nikolaj Lie Kass: Jeppe

RECENSIONE (contiene spoiler):

Primo film realizzato da Lars Von Trier dopo aver stilato il “Dogma 95” (e Dogma numero 2 nella lista delle opere aderenti al manifesto creato da Von Trier e Vintenberg), “Idioti” intende presentarsi come un film scioccante e spiazzante per il pubblico, come spesso accade per i lavori del regista danese.
0 (1)Già a partire dall’assunto della storia: un gruppo di trentenni uomini e donne in un paese della periferia di Copenaghen passano il loro tempo insieme fingendosi dei menomati e ritardati mentali.
Una delle protagoniste, Karen (Bodil Jorgensen), è una timida donna con un oscuro segreto; l’ultima entrata a far parte della strano gruppo. Ad un certo punto del film, dopo la visita di una comunità di ragazzi realmente portatori di handicap, la donna si interroga circa la legittimità di scherzare di fronte a situazioni così delicate di disagio reale, così come potrebbe chiedersi uno spettatore dopo aver assistito alle avventure del gruppo di “Idioti” – con tanto di pulmino e di accompagnatore, scelto a turno di volta in volta tra i componenti.
Eppure non è così. Basta considerare il fatto che proprio nella sequenza finale sarà evidente come l’impersonificazione della donna nei panni di una “Idiota” non sia una provocazione superficiale, ma implichi un grande rispetto per il dolore autentico, il proprio e quello degli altri, in una cornice profondamente umana in cui vita e morte vengono investiti di un valore più alto.
the-idiots-2Ma ancora prima, nel corso dei vari episodi vissuti dal gruppo di “Idioti” – inframmezzati da interviste nei confronti dei protagonisti svolte dal regista a posteriori – la telecamera a spalla di Von Trier indaga tra le pieghe della vita scelta dai protagonisti con occhio puro.
Il regista affronta un tema di per sé controverso, ma lo fa con grande delicatezza, situandosi al di là del bene e del male, entrando nelle viscere delle emozioni più vere dei personaggi al fine di comprendere il motivo della loro scelta. Il punto è che queste emozioni possono essere espresse appieno solamente fingendo un handicap, una diversità che rasenta la malattia.
E’ questo il messaggio centrale della poetica del film: nella società odierna essere veramente liberi appare una cosa tristemente fuori dal possibile.
E la genialità di Von Trier sta nel ribaltare questo concetto, facendo della diversità l’unica forma di libertà, dell’innocenza e della sfortuna una via di salvezza in un mondo disinnamorato, dell’incapacità di comunicare secondo i crismi imposti non solo dalla società, ma dalla stessa biologia e genetica, l’unica modalità di espressione autentica, liberatoria e priva di ogni vincolo possibile.
Il disagio (simulato), la sua innocenza che rende impossibile qualsiasi forma di replica o condanna, si trasforma così in un’arma sovversiva.
La comunità di “Idioti” può compiere una serie di atti liberi che apparirebbero irrispettosi e blasfemi, finendo per essere condannati dalla società, i cui membri invece non possono fare altro che guardare con aria schifata e malpensante i protagonisti. I quali non fanno altro che esprimere la loro vera personalità e i propri stimoli vitali, soffocati dalle norme minime del vivere a cui noi stessi tutti i giorni ci atteniamo.
idioterne_framegrab_morten_constantineanu_bak_06Emblematica a questo proposito il personaggio di Stoffer (Jens Albinus), figura carismatica e opposta a quella di Karen, pervaso da una genuina e profonda rabbia anti-borghese, iconoclasta, provocatore e predicatore dell’amore libero – quasi un Pasolini danese.
Rispetto a quest’ultimo, il messaggio sociale di Von Trier pare essere ancora più crudo e pessimista; infatti alla fine la comunità si sfalda, data l’impossibilità di simulare l'”idiozia” anche nella vita di tutti i giorni e senza l’ausilio del gruppo, mettendo perciò in gioco totalmente famiglia, lavoro e qualsiasi forma di proprietà, intellettuale o materiale.
Restano però nella memoria le riprese e le immagini del fondatore di “Dogma 95”, la rabbia e la gioia che gli attori riescono a manifestare in certe situazioni sembra esplodere realmente dallo schermo; merito di Von Trier e del suo “Voto di castità”.
A ben pensarci, è già sorprendentemente paradossale la contrapposizione di fondo tra le regole ferree con cui il regista ha realizzato il film e l’anarchia degli “Idioti” che ne sono protagonisti. Ma è dalle contraddizioni che nasce la verità.

Idioti-1-620x388

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...