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DISTRETTO 13 – LE BRIGATE DELLA MORTE

DATI TECNICI:

Anno: 1976
Genere: Thriller, Azione
Regia: John Carpenter
Interpreti principali:
Austin Stoker: Ethan Bishop
Darwin Joston: Napoleone Wilson
Laurie Zimmer: Leigh
Tony Burton: Wells

RECENSIONE (contiene spoiler):

Primo capolavoro di John Carpenter, “Assault on Precinct 13” è un film un po’ datato, nel senso che oggi non potrebbe mai scioccare lo spettatore, ma resta comunque un classico godibile.
A metà strada tra l’horror e il film d’azione, riesce anche a raggiungere punti di grande drammaticità (l’uccisione di una bambina innocente), così come di commedia grazie alle memorabili battute che si moltiplicano anche nel mezzo del pericolo.
carp.b.aop13Realizzato con un basso budget e con l’ausilio di attori poco conosciuti, racimolati dal vicinato di casa di John Carpenter, il regista afferma di essersi ispirato al western “Rio Bravo” (“Un dollaro d’onore”) di Howard Hawks, per realizzare la trama di “Distretto 13”, che riguarda l’assedio del distretto di polizia che dà il titolo al film da parte di una banda di criminali.
Più che al capolavoro di Hawks, a mio avviso il film rimanda maggiormente ad altre pellicole western. Considerando il romanticismo antieroico di uno dei protagonisti principali, il carcerato soprannominato Napoleone Wilson (Darwin Joston) -che si trova suo malgrado a dover lottare a fianco al tenente Bishop (Austin Stoker) contro i malviventi che assediano la prigione – i riferimenti al cinema western mi fanno pensare maggiormente allo Shane “Cavaliere della valle solitaria” di George Stevens e a “Quel treno per Yuma” di Delmer Daves (dove non a caso anche lì un carcerato dimostrava un cuore buono all’interno di una situazione di emergenza).
259Detto della psicologia dei personaggi e dell’assunto della prigione assediata nel silenzio e nell’indifferenza, per il resto, siamo nel pieno di un horror metropolitano, e se la caratterizzazione della terribile banda nella prima parte del film è in linea con i più classici film violenti e polizieschi in voga negli anni ’70, l’attacco dei criminali alla prigione assume i contorni metafisici di un horror.
I nemici avanzano silenziosamente e lentamente come se fossero degli zombies, incuranti del pericolo, e le pallottole al silenziatore sibilano distruggendo porte e finestre, come se per i nostri eroi si trattasse di un pericolo invisibile e soprannaturale.
Assault-on-Precinct-13-John-Carpenter-1976-gunLa parte migliore del film per me resta però la prima, quella che ci mostra una Los Angeles diurna, assolata ma pur sempre deserta.
Sceneggiatura e montaggio sono perfetti: nella prima mezz’ora seguiamo parallelamente i viaggi del tenente alla sua prima missione dopo la promozione, dei carcerati trasportati su un pullman, il vagare senza meta della gang e quello di un padre che cerca vendetta nei loro confronti.
I destini di tutti questi personaggi si sovrapporranno durante notte, nel distretto di polizia già abbandonato e teatro dell’assedio che dà il nome al titolo del film.
Da segnalare infine l’avvincente colonna sonora, composta dallo stesso John Carpenter con il sintetizzatore.

Assault 50

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