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EL MARIACHI

DATI TECNICI:

Anno: 1992
Paese di Produzione: Messico, Usa
Genere: Azione, Drammatico
Regia: Robert Rodriguez
Interpreti principali:
Carlos Gallardo: Mariachi
Reinol Martinez: Azul
Consuelo Gomez: Domino
Peter Marquardt: Moko

RECENSIONE (contiene spoiler):

In un afoso pomeriggio, dei killers si dirigono verso una sperduta prigione della frontiera messicana. La telecamera li segue con movimenti virtuosi mentre scendono dal furgone imbracciando poderose armi da fuoco. All’interno del carcere prigionieri e guardie sono immerse invece in una indolente “siesta”, catturata da primi piani 600px-El_mariachi_1e veloci zoom. Nel frattempo il mandante dei killers, “Moko”, telefona da una ricca villa per assicurarsi che tutto proceda al meglio, le inquadrature si soffermano su veloci primi piani rivolti ai dettagli che dimostrano la ricchezza del narcotrafficante: occhiali da sole, piedi femminili ai bordi di una piscina, pettine che scivola sopra capelli ingellati.
Basterebbe questa memorabile sequenza iniziale a dimostrare la maestria di Rodriguez nel raccontare, qui all’esordio con un film messicano girato a basso costo, il primo di quella che diventerà la “trilogia del Mariachi”.
elmariachiLa qualità c’è tutta e non è ancora intaccata dalla vanità e spregiudicatezza di alcuni lavori successivi del regista.
Ed anche il resto del film è una danza ininterrotta di sinuosi movimenti della telecamera e una miniera di citazioni: Rodriguez attinge con inventiva a piene mani da Leone, Peckhinpah, e chissà quanti altri. L’impatto visivo gradevole è assicurato.
In più, tra bevute di birra che sembrano l’unica oasi in un Messico “caliente” e tra pigri e doppiogiochisti banconisti del bar, l’arma ben più forte dell’ironia.
el mariachi2Presente del resto a partire dal soggetto della storia, incentrato sul più classico dei cliché del cinema, ovvero lo scambio di identità tra persone totalmente differenti.
Rodriguez affronta questo tema in modo divertito e leggero: tanto che anche lo spettatore può rimanere spaesato, senza sapere chi sia veramente “El Mariachi” che dà il titolo al film.
Il pericoloso evaso Azul oppure il giovane e spensierato sognatore giunto nella città di frontiera con una chitarra?
Il primo nasconde nella custodia da Mariachi un incredibile arsenale di svariate armi; il secondo niente più che la chitarra con cui cerca fortuna.
Arte e violenza si confondono emblematicamente, così come divertimento e serietà. Una commedia degli equivoci che prosegue ininterrotta tra sparatorie e momenti di humor.
Ma l’happy end non è affatto assicurato, come trapela da alcuni momenti onirici disseminati lungo la storia che prefigurano il dramma finale: il criminale Azul alla prova dei fatti non si rivelerà poi così cattivo, e l’allegro Mariachi giunto in città nella speranza di un futuro da artista, se ne andrà completamente trasformato e disilluso.

mariachi02

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