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L’ANGELO DELLA VENDETTA

DATI TECNICI:

Anno: 1981
Paese di Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Thriller
Regia: Abel Ferrara
Interpreti principali:
Zoe Lund: Thana
Albert Sinkys: Albert
Jimmy Laine (Abel Ferrara): stupratore

RECENSIONE (contiene spoiler):

Film cult del sottogenere “rape and revenge”, “L’angelo della vendetta” è uno dei capolavori della coppia trasgressiva e consolidata Abel Ferrara (regia) e Nicholas St. John (soggetto e sceneggiatura).
9580_2Da un lato la storia conta poco, è puro intrattenimento: la regia di Ferrara ci porta nelle strade più oscure e poco conosciute di New York, lo fa con classe, attento al dettaglio reale, quotidiano e spogliato da ogni finzione, ma sempre con il gusto della sorpresa e del barocco.
D’altro canto sono proprio i pochi dialoghi e le numerose situazioni di puro humor nero create dalla sceneggiatura, di cui è costellato tutto il film, a trasportarci con mano leggera e divertita nell’azione, in un crescendo di tensione avvincente.
Non possiamo infatti certo scordare il dramma iniziale da cui prende avvio la storia: una giovane sarta muta viene violentata da uno sconosciuto in un vicolo. Ma non basta. Quando torna a casa trova un ladro che la stupra nuovamente. La regia non si sofferma però sullo scabroso, mantiene sempre un distacco emotivo dalla narrazione: non vuole compiacere i gusti morbosi del pubblico, ma intende compiacere solamente sé medesima e il gusto di raccontare fine a se stesso, per divertimento.
ms45-7E’ infatti subito pronta la reazione, muta, come la protagonista del film, ma inevitabile ed anche giusta. La ragazza – Thana –  uccide il suo aggressore e lentamente, segnata dallo sgomento provato più per la violenza che ha commesso rispetto a quella che ha subito, comincia ad assumere coscienza e a ribellarsi dalla sua condizione di giovane donna sottomessa e silente.
Lo fa attraverso la pistola magnum 45 che dà il nome al titolo originale del film, uccidendo con essa qualunque maschio che tenti di avvicinarsi ed improvvisandosi giustiziera.
Zoe-from-Ms-45-remembering-zoe-tamerlis-lund-9026353-480-320Il susseguirsi delle uccisioni violente è alternato all’irresistibile humor nero dovuto al fatto che la ragazza deve sbarazzarsi pezzo per pezzo del cadavere della sua prima vittima, il ladro che si era intrufolato in casa sua, e che lei aveva tagliato a pezzi nella vasca da bagno.
Il finale è impagabile, con una sparatoria al ralenti durante una festa in maschera ad Halloween e il percorso della protagonista pare così compiuto.
Da soggetto passivo, la donna scopre dapprima il potere (la pistola), poi la sensualità (comincia a truccarsi per sedurre le sue nuove vittime) e di entrambe si serve per emanciparsi (in modo violento, l’unico che le è possibile in un mondo altrettanto violento) dal dramma che ha subito;  per raggiungere infine ad una specie di santità (il travestimento da suora) e recuperare una nuova innocenza.
Formidabile la protagonista, una ragazza appena diciassettenne, Zoe Lund, che Ferrara lanciò in questo film e che morì per overdose a soli 37 anni.

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