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A SANGUE FREDDO

DATI TECNICI:

Anno: 1967
Paese di Produzione: Usa
Genere: Drammatico
Regia: Richard Brooks
Interpreti Principali:
Robert Blake: Perry Smith
Scott Wilson: Dick Hickock
John Forsythe: Alvin Dewey

RECENSIONE (contiene spoiler):

Tratto dall’omonimo romanzo di Truman Capote e da un fatto di cronaca nera realmente accaduto (impressionante la somiglianza dei protagonisti con i due assassini), “A sangue freddo” è il racconto della strage di un’intera innocente famiglia da parte di due giovani balordi, dopo una rapina in casa che ha fruttato loro un misero bottino.
incoldblood01Truman Capote si domanda il perché di tanta brutale insensatezza e la sceneggiatura del film ha il merito di creare un effetto di sospensione all’interno della fredda cronaca.
Infatti i due assassini, Perry e Dick, affrontano lucidamente il viaggio che li condurrà presso la casa della famìglia Clutter, ma in seguito assistiamo ad un salto temporale per cui la rapina e gli omicidi non vengono assolutamente fatti vedere. Passiamo così subito alle indagini e alle procedure burocratiche della polizia e, contemporaneamente, riprendiamo il viaggio on the road dei due giovani protagonisti.
Gli atroci delitti commessi verranno mostrati solamente alla fine, in un lungo flashback e aver visto i due protagonisti continuare a vivacchiare tranquillamente e senza rimorsi per tutta la parte centrale del film, come se non avessero compiuto l’azione criminosa centro dell’intera trama, renderanno questi omicidi ancora più insensati.
Detto dell’espediente narrativo, il film è girato in un bianco e nero molto impressivo; il profilo psicologico dei due giovani assassini viene delineato senza alcuna pietà e senza discostarsi mai dalla realtà e dall’azione.
In-Cold-Blood-1967-Robert-Blake-pic-11Le uniche volte in cui ciò avviene, nella mente di Perry, l’effetto melodrammatico viene quasi sempre evitato, perché siamo già all’interno di un dramma più grande che trascende gli stati emotivi dei protagonisti e che li spinge a compiere azioni quasi a causa di una fatalità superiore.
Il carattere asciutto del film vuole proprio invitarci ad una riflessione sull’assurdo dell’esistenza partendo da un assurdo delitto – da Dostoevskji a Camus la letteratura è costellata da intenti simili -, come ci mostra per esempio un dialogo tra i due poliziotti:
“Cosa c’è di interessante in uno stupido, insensato delitto?”
“Una forza brutale e misteriosa distrugge una normale e onesta famiglia. Nessuna traccia, nessuna logica. Questo ci fa sentire tutti esposti, vulnerabili.”
“L’omicidio non è più misterioso. Lo è il movente”
“Non esiste.”
“Io fumo troppo.”
In Cold Blood 475x369Bravissimi i due protagonisti principali.
Robert Blake nei panni di Perry, giovane con la testa sulle nuvole e dal passato doloroso, sempre sull’orlo della pazzia, il più sensibile della coppia ma anche colui che darà il via al crimine (lo ricordiamo nel realismo delle scene in cui si aggira per la casa zoppicando con il fucile in mano per finire la famiglia Clutter, già legata e imbavagliata).
Scott Wilson interpreta invece Dick, la mente della coppia, ma una mente adolescenziale, sbruffone e quindi senza coscienza al pari del compagno, il primo a crollare nell’interrogatorio che poi condurrà i due in carcere.
E poi, in un finale che non lascia scampo o pietà, nella lunga attesa nel braccio della morte, direttamente al patibolo, dove un Perry ormai in preda alle allucinazioni sente il bisogno di chiedere il perdono, ma nell’assurdo, non sa a chi rivolgersi.

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