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INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO

DATI TECNICI:

Anno: 1970
Paese di Produzione: Italia
Genere: Drammatico, Giallo
Regia: Elio Petri
Interpreti principali:
Gian Maria Volontè: il dirigente di polizia
Florinda Bolkan: Augusta Terzi
Sergio Tramonti: Antonio Pace
Gianni Santuccio: il questore

RECENSIONE (contiene spoiler):

Forse uno dei migliori gialli all’italiana, film dominato dall’interpretazione sopra le righe di Gian Maria Volonté, istrionico ed arrogante nei panni di un dirigente di polizia nella Roma degli anni 70.
indagineAccompagnati dalla splendida colonna sonora di Ennio Morricone, la storia si apre sul delitto commesso dall’uomo interpretato da Volontè che uccide la sua amante durante un rapporto sessuale. Ma la grande freddezza con cui il dirigente manipola successivamente gli indizi sulla scena del crimine e l’uso dei flashback che rivelano la natura del rapporto che intercorreva tra i due amanti, mostrano che non si tratta di un improvviso e folle raptus, quanto di un omicidio premeditato in ogni dettaglio.
La particolarità di questo giallo si rivela subito dopo le sequenze iniziali, quando ci accorgiamo che l’assassino è un affermato dirigente di polizia e quando paradossalmente scopriamo che è lui stesso a svolgere le indagini sul crimine che ha commesso.  Tassello dopo tassello, seguendo una trama dai risvolti imprevedibili ed incollati al volto magnetico di Volonté, seguiamo i falsi indizi che egli lascia sul cammino al fine di auto accusarsi.
E qui entra in gioco la dimensione molto forte di denuncia sociale e politica del film: perché il dirigente di polizia lascia tutte queste prove volte a rendere evidente la sua colpevolezza? Unicamente per dimostrare che il potere è al di sopra di ogni legge – e al di sopra del crimine.
imagesEmblematica a questo proposito la scena in cui un uomo qualunque, presso cui lo stesso dirigente precedentemente si era auto denunciato del crimine, alla centrale di polizia e di fronte alla stesso uomo con cui prima aveva parlato, venga immediatamente confuso dalla figura che il protagonista rappresenta – ovvero quella dell’autorità – al punto di rimangiarsi le accuse e la confessione che l’assassino gli aveva confidato poco prima.
Emblematico anche il fatto che il personaggio interpretato da Volonté sia senza nome: egli è l’incarnazione del Potere e come tale potrebbe essere sostituito da chiunque altro. Eppure è singolare nella sua caparbietà lucida e diabolica ed il marcato accento meridionale con cui Volontè caratterizza il suo personaggio intende esprimere non solo la forza del potere, ma anche vlcsnap-2011-01-17-01h18m53s126quella della conservazione culturale.

Come già detto, siamo infatti nel pieno della contestazione studentesca e il dirigente in forte ascesa politica è un fanatico della teoria della repressione. Si aggira tra uffici di alti funzionari e piccoli burocrati, tra stanze dove centinaia di nastri registrano le nostre conversazioni e sale conferenza dove può dare spazio a tutto il suo astio conservatore nei confronti dei giovani sessantottini. Vuole inventarsi una verità accusando dell’omicidio della donna il vicino di casa, giovane sovversivo attivo nella lotta politica, ma verrà sommerso dalle sue stesse menzogne; vuole reprimere la contestazione studentesca ma paradossalmente sarà proprio quel ragazzo a tenerlo in pugno, come unico testimone del delitto che ha commesso.
1_indagineE infine attraverso i flashback, la natura curiosa, ribelle e aristocratica dell’amante del dirigente metterà a nudo completamente la  natura meschina dell’uomo e le sue frustrazioni sessuali (altro motivo per cui probabilmente uccide l’amante).
Insomma, la verità viene a galla, ma sappiamo anche che l’immagine del Potere, onnipresente, è in grado di ribaltarla in ogni momento grazie soltanto che alla forza del suo nome e del suo essere tale.
In un film realistico e dal ritmo così serrato, il doppio finale non fa che stupirci nuovamente: dapprima assistiamo alla visione di ciò che avverrà secondo un ormai nevrotico Volonté e successivamente, sull’immagine degli alti dirigenti di polizia che si recano nell’abitazione del protagonista per arrestarlo nella realtà, si chiude improvvisamente il film, lasciandoci con un punto di domanda.
Il dirigente verrà arrestato oppure  – come egli aveva immaginato poco prima  – il Potere nasconderà i suoi crimini rendendosi a lui complice e perpetrando il grande inganno?

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