THE DRILLER KILLER

DATI TECNICI:

Anno: 1979
Paese di produzione: Usa
Genere: Horror
Regia: Abel Ferrara
Interpreti principali:
Jimmy Laine (Abel Ferrara): Reno Miller
Carolyn Marz: Carol
Harry Schulz II: Dalton Briggs
Bayby Day: Pamela

RECENSIONE (contiene spoiler):

Primo lungometraggio del regista Abel Ferrara, girato a basso costo, interpretato da amici del regista e attori non professionisti, “The Driller Killer” è un film horror dalle molte sfaccettature che evidenziano già il talento e la visione indipendente del regista, poi famoso soprattutto grazie alla cosiddetta “trilogia del peccato” negli anni ’90.
Il film si potrebbe benissimo inserire nel filone dei classici horror splatter di serie b, trattando la storia di un pittore impazzito che uccide barboni a caso con un trapano a pile. Ma appunto trattandosi di un regista interessante come Ferrara la pellicola può riempirsi di altri sensi e soprattutto di immagini iperrealiste cariche di forza significativa. Basti pensare al fatto che la successione dei delitti occupa una breve parte del film – quella centrale – e che la regia indulge nello splatter solo in poche circostanze.
images (17)L’horror appare dunque solamente un pretesto: quello che al regista interessa maggiormente è l’indagine del profilo psicologico del protagonista, Reno (interpretato dallo stesso Ferrara con lo pseudonimo di Jimmy Laine), e la sua lenta dissoluzione nella pazzia, preannunciata da sprazzi di visioni sanguinarie che affiorano nella sua mente. E forse anticipate già nel breve prologo  in cui, tra luci rosse soffuse e musica ipnotica, il protagonista incontra un vecchio caduto in miseria – probabilmente suo padre – all’interno di una chiesa per poi fuggire nella strada terrorizzato al contatto della sua mano.
rizqcfznhnnnbigReno è un pittore scapestrato che vive in uno squallido appartamento a New York, assieme alla sua compagna Carol e all’amica di lei Pamela; si avvicina spesso ai senzatetto che si trovano sulla strada, è oberato di debiti e scarsamente considerato dal gallerista Dalton, che lo ritiene un fallito.
La situazione si aggrava quando una punk band, i”The Roosters”, affitta l’appartamento vicino a quello di Reno adibendolo a sala prove. Il rumore assordante, l’ansia del fallimento, il rapporto tormentato con Carol, precipiteranno il protagonista nella follia omicida.
L’occhio della regia indaga tramite dettagli e immagini dalla forte carica estetica, non solo nella mente del protagonista, ma anche in ciò che gli sta intorno. E il contrasto tra il divertimento senza regole dei “Roosters” e dei loro amici, che si esprime principalmente attraverso la loro musica (“this film must be listen louder” recita una scritta prima dei titoli di testa) si fa stridente rispetto la disperazione reale delle strade e dei bassifondi di New York fotografati da Ferrara.
drillerkiller01L’affresco antropologico, disegnato senza pietà e senza alcun giudizio morale, è dunque anche quello della ribellione fine a se stessa della moda punk a cavallo tra anni 70′ e 80′, a fronte della quale Reno, al pari dei barboni che uccide senza pietà, si sente un estraneo. Emblematica a questo proposito la scena in cui un senzatetto reagisce ai rumori assordanti della band alla stessa maniera di Reno, e carico di significati simbolici anche il fatto che questo stesso barbone, dopo essere stato ripreso a lungo nella disperazione più totale della sua condizione umana, venga poi letteralmente crocefisso dal trapano del serial killer.
driller-killer_207631_30271Emergono dunque in queste immagini i temi religiosi cari al regista, così come la riflessione sul rapporto tra arte e società.Reno stesso probabilmente si sente un escluso, un emarginato dalla società. Ma oltre a ciò egli è un artista, costretto a dipingere in ritratto il leader della band unicamente per soldi, mentre la grande opera che stava realizzando verrà stroncata senza pietà dal critico d’arte. E proprio nel finale – dove finalmente esplode anche un po’ di suspence e di sorpresa rispetto all’andamento finora lento del film – Reno cambierà obiettivo ed otterrà la sua vendetta contro Dalton, realizzando una vera liberazione.
Oltre ai momenti crudi, all’interno del film non mancano aspetti ironici, che culminano nella sorprendente scena finale, che lascia i conti ancora aperti.

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