Pubblicato il

GOMORRA

DATI TECNICI:

Anno: 2008
Paese di produzione: Italia
Genere: Drammatico
Regia: Matteo Garrone
Interpreti principali:
Toni Servillo: Franco
Gianfelice Imparato: Don Ciro
Maria Nazionale: Maria

RECENSIONE (contiene spoiler):

Tratto dal romanzo di Roberto Saviano, Gomorra è un film realistico, ad episodi concentrici che creano una certa suspence e che si accavallano l’uno sull’altro fino alla fine.
La regia di Garrone è ottima, in bilico tra il documentaristico e il gangster movie, senza mai perdere la tensione che si esprime principalmente nell’interpretazione dialettale dei protagonisti, alcuni attori professionisti, e molti non professionisti.
gomorraHo apprezzato decisamente di più i momenti in cui la regia virava sul documentaristico e sul realismo, specie nell’episodio di Scampia, con una fotografia stupenda volta ad immortalare un luogo senza speranza, con famiglie costrette a vivere nel degrado culturale ed estetico, in una specie di inferno dantesco. A Scampia assistiamo all'”educazione” impartita a Totò, giovanissimo ragazzino che cerca di campare in mezzo a quell’ambiente ostile, ma che si troverà poi costretto a scegliere da che parte stare, quando un omicidio scatenerà una guerra tra clan mafiosi. Guerra a cui noi non assistiamo, se non attraverso gli occhi del ragazzino, o in quelli impauriti di Don Ciro (l’attore teatrale Gian Felice Imparato).
La violenza infatti non viene quasi mai mostrata se non nel prologo del film, dove il regista si sofferma sulla distonia che si crea tra i colpi d’arma da fuoco con cui vengono uccisi i mafiosi e i dettagli dei loro corpi perfettamente curati all’interno del salone estetico dove viene teso l’agguato. Per tutto il resto del film, le sparatorie vengono mostrate solo una volta compiute, la telecamera sale in cielo a riprendere dall’alto gli eventi e l’audio sparisce completamente, creando un silenzio ovattato quasi irreale di morte e di angoscia che fa un certo effetto e che ci riporta alla mente le immagini desolate di stragi italiane.
Nell’episodio di Scampia il ragazzino Totò è praticamente costretto a subire le prove per entrare nel mondo dei “grandi”; come per tutti gli altri è per lui una cosa normale, come decidere di farsi un orecchino, un destino ineluttabile a cui non ci si può ribellare. E la scena in cui il boss “battezza” i ragazzini con una finta morte resterà per sempre nella memoria collettiva.
gomorra_toni_servillo_matteo_garrone_045_jpg_xghpEmblematica la metamorfosi dell’altro personaggio che si aggira a Scampia, Don Ciro: da persona rispettata da tutti, che si muove indolente e razionale tra i corridoi dei palazzoni per risolvere problemi e racimolare soldi per conto della camorra, viene minacciato dagli scissionisti. Da quel momento in poi quei luoghi fatiscenti che gli sembravano abituali diventano per lui una sorta di incubo claustrofobico che ha come palcoscenico corridoi bui e degradati e l’architettura delle case popolari che venivano costruite negli anni 70.
Anche quando non accade praticamente nulla, come nell’episodio di Pasquale, sarto che organizza un traffico illecito con la criminalità cinese, la paura di eventuali ritorsioni è sempre dietro l’angolo. In questa storia di sfruttamento della manodopera, come in quella dell’imprenditore Franco (interpretato da un altro “big”, Toni Servillo), che smaltisce in modo illegale i rifiuti provenienti dal nord nelle campagne campane, è presente la denuncia politica del libro di Saviano. Anche se la regia continua a scorrere nella sua obiettività tragica, per cui queste storie perdono parecchio del pathos civile che avrebbe potuto caratterizzarle.
gomorra2 Garrone sembra soffermarsi maggiormente sulla devastazione pedagogica a cui sono costretti i ragazzini, protagonisti o comparse, costretti loro malgrado a vivere già come dei “grandi” e sfruttati in modo estremo. Emblematica un’altra scena che rimarrà nella memoria, quella in cui gli enormi camion che contengono rifiuti vengono fatti guidare da degli audaci ragazzini che non arrivano neanche al volante, nelle immense discariche protagoniste della storia di Franco.
L’ultima racconto di “Gomorra”, quello di due adolescenti  soprannominati “Pisellino” e “Boxer”, fa quasi una storia a sé stante e ad essa sono legate le scene celebri in cui i due sparano contro il mare urlando. I due ragazzi amici per la pelle, interpretati alla grande da Ciro Petrone e Salvatore Ruocco, sono delle schegge impazzite, non hanno famiglia e non appartengono ad alcun clan mafioso; trovano delle armi nascoste e cercano di sfondare nel mondo del crimine a modo loro. Forse per questo attirano la nostra simpatia, e la loro storia indulge meno sulla drammaticità quanto sull’ironia e la tenerezza con cui vengono rappresentati i due ragazzini che vogliono imitare “Scarface”. Salvo poi finire letteralmente sotterrati da quel mondo dei grandi che domina il quartiere di Scampia e le campane del casertano dove si svolge il finale del film.
La rivolta nei confronti di questo mondo non passa nemmeno da Roberto, giovane studioso ed assistente dell’imprenditore Franco, che alla fine della storia si allontana disgustato da quell’uomo e da quel mondo; l’unico piccolo gesto di speranza, in un film senza nessuna speranza.

gomorra-gomorra-08-2008-16-05-2008-1-g

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...