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CHI STA BUSSANDO ALLA MIA PORTA?

DATI TECNICI:

Anno: 1967
Paese di Produzione: Usa
Genere: Drammatico
Regia: Martin Scorsese
Interpreti principali:
Harvey Keitel: J.R.
Zina Bethune: La ragazza
Lennard Kuras: Joey
Michael Scala: Sally Gaga

RECENSIONE (contiene spoiler):

L’esordio assoluto di Martin Scorsese è un film poco conosciuto. Girato in bianco e nero, risente delle vicissitudini dovute alla produzione: inizialmente il regista italoamericano intendeva girare solamente la storia di tre ragazzi che vivono di noia e piccole trasgressioni (stile “Mean Streets”. Successivamente fu inserita una seconda storia che riguarda l’incontro tra uno dei ragazzi del gruppo (J.R., qui un giovane Harvey Keitel anch’egli nel suo primo ruolo) e una bella e sconosciuta bionda (una misconosciuta attrice che invece non avrà più successo, la pur brava Zina Bethune).
Il montaggio risente di queste vicissitudini, la trama non è certo lineare e pare proceda a spezzoni, però resta comunque un film da vedere, perché già all’esordio Scorsese mostra tutto il suo stile.
Alcune singole scene resteranno di sicuro nella memoria: la sequenza nel bordello con il sottofondo musicale di “The End” dei Doors (che anticipa in modo efficace l’uso ben più celebre che ne fece Coppola in “Apocalypse Now”), la scena del party, il piano sequenza dove Keitel e i suoi amici si ubriacano, il racconto dello stupro subito dalla ragazza e le passeggiate della coppia tra i panni stesi sui tetti di Little Italy.
tumblr_lcg0s08cfw1qay58dUn regista che già si rivela alternativo, ma che addocchia anche al neorealismo italiano e alla nouvelle vague: l’intera storia d’amore tra J.R. e la ragazza è il racconto di un semplice incontro tra due giovani, narrato in maniera realistica attraverso dialoghi semplici; lo stesso accade per le “bischerate” di J.R. e dei suoi amici.
Ovviamente il film è anche la prima occasione che Scorsese ha per portarci nella sua Little Italy a New York: memorabile la prima scena, dove compare l’immancabile madre del regista intenta a cucinare prelibatezze italiane, mentre subito dopo la telecamera ci mostra un pestaggio tra bande rivali nelle strade.

Per quanto riguarda invece la trama ed i protagonisti dell’opera, è evidente che il profilo psicologico di J.R. sia lo stesso di Charlie, il personaggio interpretato nuovamente da Harvey Keitel nel capolavoro di alcuni anni dopo “Mean Streets”.
Un ragazzo diviso tra le cattive compagnie che frequenta e l’amore per la ragazza sconosciuta che gli appare come un angelo biondo, ma che non può amare del tutto per non perdere l’immagine da “duro” nel gruppo sociale a cui appartiene.
Il paradosso del personaggio si rivela completamente nel drammatico confronto finale, dove J.R. rifiuta l’amore della ragazza perché in passato fu stuprata.
Questa sequenza conclusiva, ricca di inquadrature nella chiesa dove J.R. si confessa, ci spiega che la ragione di questa scelta ha origine dalla rigida morale cattolica del ragazzo (e dello stesso Scorsese) che gli permette di peccare con prostitute ma gli impedisce di prendere in moglie una donna che non sia vergine. Paradossi del cristianesimo alla Scorsese.

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