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VIALE DEL TRAMONTO

DATI TECNICI:

Anno: 1950
Paese di Produzione: Usa
Colore: Bianco e nero
Genere: Drammatico
Regia: Billy Wilder
Interpreti principali:
William Holden: Joe Gillis
Gloria Swanson: Norma Desmond
Eric Von Strohem: Max Von Mayerling
Nancy Olson: Betty Schaefer

RECENSIONE (contiene spoiler):

“Viale del tramonto” è forse il più celebre film sul cinema, sul divismo e sul mito della bellezza che se ne va, ma soprattutto, ormai un classico da vedere, ricco anche di sfumature psicologiche nella caratterizzazione dei personaggi che sono bene espresse dalle inquadrature illuminanti del regista Billy Wilder.
Come non ricordare l’atmosfera che la regia e l’ottima scenografia hanno saputo ricreare nella villa decadente della vecchia diva del cinema muto Norma Desmond?
Qui i dettagli abbondano: le foto della diva, lo schermo per la proiezione dei suoi vecchi film, le porte senza maniglie per essere sempre pronti nel caso lei possa suicidarsi, e l’inquietante ed onnipresente presenza del maggiordomo calvo che sembra quasi possa conoscere e custodire lui solo il destino tragico che aleggia in quella casa (ed infatti verso la fine del film si scoprirà il perché di questa sua capacità).
Tutto ciò tende a ricreare un’atmosfera perfettamente decadente venata di un filo di horror e di umorismo nero (vedi il macabro funerale della scimmietta, ma anche le taglienti e comiche battute di uno scocciato William Holden).
Lo scrittore squattrinato Joe Gillis (interpretato intensamente da Holden), giunge nella casa per rifugiarsi dai creditori che gli vogliono confiscare l’automobile, ma presto si renderà conto che dovrà rimanerci recluso, perché Norma Desmond ha deciso che lui dovrà scrivere la sceneggiatura per un film che la rivedrà in campo dopo dieci anni di assenza dalle scene.
Durante quel periodo di tempo però tutto è cambiato, soprattutto l’avvento del sonoro rispetto al cinema muto, fatto di quella gestualità ed espressioni che la bravissima attrice Gloria Swanson rende al massimo nell’interpretazione della triste diva abbandonata (tra l’altro la scelta non cadde a caso, perché lei stessa fu un’attrice del cinema muto e da anni non recitava più).
Perciò Gillis non si ritrova prigioniero solamente in una villa, ma anche nel passato dove si è rinchiusa Norma Desmond, personalità bipolare che alterna momenti di depressione e solitudine a momenti di arrogante entusiasmo e di delirio (eccezionale la Swanson nell’inscenare la pazzia latente della protagonista, con quegli occhi spalancati).
Tuttavia è costretto a stare al gioco, a causa della sua mancanza di soldi, diventando in pratica il gigolò della vecchia attrice. Questa situazione lo stuferà ben presto, soprattutto quando conoscerà una giovane ed ambiziosa scrittrice con cui tradirà Norma Desmond. Ma anche la personalità di Joe Gillis, superficiale, cinico ed ironico, è ricca di sfaccettature, che emergono tutte nel finale, dove, disgustato dalla squallida vita che conduce, decide di rivelare tutto a Betty e di lasciare Norma. Ma ormai è troppo tardi, perché la vecchia diva, invasata di gelosia e priva di speranza dopo che gli ha rivelato la sua impossibilità di tornare sulle scene, lo uccide sparandogli.
Sunset-Boulevard-1950-Wallpapers-2“Viale del Tramonto” si potrebbe dunque definire come un film sul cinema e sulla differenza tra un vecchio mondo che non c’è più ed uno nuovo. Su entrambi i mondi lo sguardo del regista è spietato: emblematica a questo proposito la scena in cui per la prima volta tenta la fuga da quel mondo antico e si intrufola in una festa dove i dialoghi e i movimenti degli invitati sono delineati volutamente con una superficialità a fronte della quale la follia di Norma Desmond sembra quasi più profonda o, se non altro, degna di compassione.
Ma a mio avviso il film è anche un ottimo thriller psicologico, con venature noir così come ci si presenta dalla narrazione ironica e distaccata fuori campo del protagonista, ormai morto, e nel finale memorabile e quasi surreale.
Il film lascia inoltre altri quesiti: meglio la cruda e nuda verità che il cinico John non esita a rivelare, oppure inventare un mondo immaginario per custodire la sensibilità della donna, come fa il maggiordomo?

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