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AMERICAN PSYCHO

DATI TECNICI:

Anno: 2000
Paese di Produzione: Usa
Genere: Thriller, Drammatico
Regia: Mary Harron
Interpreti principali:
Christian Bale: Patrick Bateman
Willem Dafoe: Donald Kimball
Jared Leto: Paul Allen

RECENSIONE (contiene spoiler):

“American Psycho”, tratto da un romanzo scandoloso di Bret Easton Ellis, è molto meno violento e sanguinario rispetto al libro. Infatti, dopo averlo visto, un pò per via del finale che è veramente una sorpresa (e che non anticipo), ma anche per l’intero andamento del film, posso confermare che prevale decisamente un humor nero e l’aspetto comico rispetto a quello propriamente spaventoso e scioccante.
La regista è molto brava nel portarci nella psiche di Patrick Bateman, uno yuppie americano schizofrenico, con grande leggerezza (basti pensare alle scene degli omicidi precedute da dei deliranti discorsi di sulla recensione di alcuni dischi musicali), dispensandoci anche dosi di paura come nella celebre scena del palazzo trasformato in luogo dove il serial killer consuma le sue carneficine.
Il tutto però condito da un sano umorismo, senza prendersi mai troppo sul serio. Infatti alla fine scopriamo anche il perché di tutto ciò che è accaduto, tanto da giungere al grottesco e a punti di drammaticità. Forse ma regista avrebbe potuto sottolineare meglio ancora l’ambivalenza e l’aspetto onirico dei crimini commessi, già nel corso del film, anche se in questo modo probabilmente la sorpresa finale non sarebbe stata tale.
Grazie ai bei monologhi (uno all’inizio e uno alla fine) il film ci apre ad una dimensione più riflessiva rispetto all’aspetto giocoso che alla fine si manifesta ed alla successione cruda degli eventi: la morale è che c’è un aspetto oscuro dietro ognuno di noi, ma soprattutto dietro l’America tratteggiata con grande ironia in questo film.
Una società dominata dalle apparenze – dalla faccia pulita ma dall’anima marcia -, dalle invidie, dal maschilismo, dal mito del successo a tutti i costi e da quello dell’ego senza nessun rispetto per gli altri, che nasconde dietro di sé solamente un grande vuoto.
Un vuoto che è incarnato alla perfezione da Christian Bale, la vera stella di questo film; allora non era molto conosciuto ma ci lascia un’interpretazione di serial killer veramente memorabile.
Christian Bale alterna attimi di intensi sguardi vuoti ed esplosioni di allegra e selvaggia euforia, il suo volto si contorce dall’invidia dei colleghi ma sa anche essere ferma e dura nel rappresentare le manie di perfezionismo di Patrick Bateman.
Forse il migliore serial killer della storia del cinema, e forse anche l’unica vera ragione per vedere questo film. Tanto che non ci accorgiamo nemmeno dell’apparizione di Willem Dafoe nei panni insignificanti del poliziotto.

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